veganch'io 2015Veganch’io 2015 – X edizione

Programma, foto e video del Veganch’io 2015

Ciao…
eccoci a ripensare al Veganch’io 2015 appena trascorso, finito con la rapidità con cui volan via le cose belle. Il sole non si è stancato di splendere neppure per un attimo sulla Festa giunta alla decima edizione!
Sono stati tre giorni bellissimi per incontrarsi, per conoscersi e riconoscersi. Per gustare prelibatezze, per riflettere, sollecitati dai workshop e dai dibattiti, per partecipare coi propri pensieri o con la voglia di essere d’aiuto. Per ridere e per piangere insieme quando qualcosa non va come si vorrebbe. Per sentirsi compagn* di lotta… ma anche di baldoria!

E allora grazie a tutt*!

IMG_1984A chi ha cucinato, tagliuzzato, lavato, raccolto sporcizia, caricato, scaricato, trasportato… A chi c’era per raccontare il proprio attivismo arrivando da lontano col banchetto da allestire, a chi ha preparato una conferenza e mai come in questa edizione conferenze e dibattiti sono stati attesi e partecipati. Grazie a chi ha filmato e fotografato, così da far rivivere i momenti più intensi e anche quelli più spiccioli. Grazie a chi ha recitato trasformando in immagine di concreta poesia le emozioni più forti. Grazie a chi ha scritto sui giornali, a chi ha supportato con i propri prodotti rendendo possibile la ‘pesca’ che ha fatto divertire grandi e piccin* e dispensato bellissimi premi fra lo stupore generale. Grazie a chi ha fatto rilassare e giocare, fra corse dei cani e l’improvviso saltellare di un coniglio. A chi consigliava i numerosi libri venduti, fra cui importanti novità che sono andate a ruba. Grazie a chi c’era per la prima volta e a chi c’è da sempre.

Ma soprattutto grazie a chi ha capito che i veri protagonisti non c’erano.
Che loro restano confinati nelle stalle, nelle voliere, negli acquari, nei tir dei circhi.
Che affrontano il mare stipati sui barconi e che spesso nel mare ci restano, annegati coi loro sogni.
Pur nel clima festoso del Veganch’io, la voce di chi è soffocato dallo sfruttamento e dalla discriminazione s’alzava lacerante reclamando con forza che ogni ingiustizia venga finalmente abbattuta.

Oltre la specie
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