programma completolocandina201715-16-17 settembre 2017

FESTA ANTISPECISTA (Veganch’io)

MACAO – Milano, Viale Molise 68

info@festa-antispecista.org info@oltrelaspecie.org
+39 3358376756

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO

VENERDÌ 15 settembre

17.30 APERTURA FESTA – cibo fino a sera

19.00 “Animali universitari: la questione animale alla Statale di Milano” – dibattito con Gianfranco Mormino, Raffaella Colombo, Benedetta Piazzesi e l’associazione studentesca “La Sfinge”, modera: Luigia Marturano

hasLa questione animale arriva in ambito accademico. Da quest’anno, infatti, verrà attivato un insegnamento di Human-Animal Studies presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ne parliamo con gli autori di un volume a più voci sulla questione animale di imminente pubblicazione.

Gianfranco Mormino insegna Storia della filosofia morale e Human-Animal Studies presso l’Università degli Studi di Milano. Si è occupato del pensiero scientifico e filosofico del ’500 e ’600 e ha curato edizioni critiche di opere di Huygens e Leibniz. Più di recente ha scritto su tematiche religiose e morali contemporanee. I suoi ultimi volumi riguardano lʼantropologia di Girard (Carocci 2012) e la teoria dellʼimitazione (Cortina 2016).

Raffaella Colombo è assegnista di ricerca in Storia della filosofia morale presso l’Università degli Studi di Milano. Si è occupata principalmente della teoria mimetica di René Girard e del pensiero filosofico e politico di Leo Strauss, con particolare riferimento alla sua lettura di Spinoza.

Benedetta Piazzesi, dottoranda presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, si occupa di questione animale da un punto di vista storico e filosofico. È redattrice di “Liberazioni. Rivista di critica antispecista” e ha pubblicato per Mimesis “Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale” (2015).

La Sfinge è un’Associazione studentesca della Statale di Milano creata per approfondire le tematiche riguardanti la relazione umanità-animalità.

Luigia Marturano è un’attivista di Oltre la Specie e fa parte della redazione di “Liberazioni. Rivista di critica antispecista”.


21.00 “Migrazioni animali (umani e non): percorsi incrociati” – dibattito con Andrea Staid, Ivan Colnaghi, Caterina Strada e Annamaria Rivera, modera: Lorenzo Guadagnucci

trancGli sbarchi, i respingimenti, le frontiere, il decreto Minniti, il “decoro” e il “degrado”, il razzismo dilagante, le retoriche dell'”invasione”, l’animalizzazione dei migranti umani, l’accoglienza ricattatoria delle istituzioni, la libertà di movimento e i fili spinati. E’ possibile parlare di migrazioni umane e animali insieme, senza dimenticare la differenza fra questi fenomeni? Proveremo ad avviare un dibattito utilizzando sia gli strumenti di un’antropologia che rifiuta di essere neutrale rispetto al genere, la razza, la specie, sia le esperienze di chi lotta quotidianamente contro le frontiere.

Andrea Staid è antropologo ed editor, docente di antropologia culturale e di Teoria e metodo dei mass media alla NABA di Milano, e direttore della collana biblioteca/antropologia Meltemi. Ha scritto diversi libri, tra cui:  Gli arditi del popolo (La Fiaccola 2007), I dannati della metropoli (Milieu 2014), I senza stato (Bèbert 2015) e Abitare illegale (Milieu 2017).

Ivan Colnaghi, laureato in Psicologia clinica, dello sviluppo e neuropsicologia presso l’Università Bicocca di Milano.  Educatore presso lo SPRAR (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), ha lavorato con ospiti minori stranieri non accompagnati, con persone senza fissa dimora, come educatore di strada e come operatore sociale negli orti condivisi. Attivo nei canili e nelle periferie, ex membro del Collettivo universitario Bicocca, ora membro del Laboratorio Torri di Babele, che si occupa di ricerca sociale nell’ambito dell’arte, della follia e delle migrazioni. Con i Caduti di Mente ha partecipato alla pubblicazione del libro collettaneo La direzione della cura (Edizioni Galaad). Per le edizioni Helicon è in via di pubblicazione il suo primo libro di poesie:  Inciampi.

Caterina Strada, antispecista, è attivista contro le frontiere nella zona di Como/Chiasso

Annamaria Rivera, già docente di Etnologia e Antropologia sociale nell’Università di Bari, è saggista, attivista, collaboratrice di testate quali “il manifesto” e “MicroMega”. Fra le sue opere più recenti: La città dei gatti. Antropologia animalista di Essaouira, Dedalo, Bari 2016; Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa, Dedalo, Bari 2012; La Bella, La Bestia e l’umano. Sessismo e razzismo, senza escludere lo specismo, Ediesse, Roma 2010; Les dérives de l’universalisme. Ethnocentrisme et islamophobie en France et en Italie, La Découverte, Paris 2010. E’ anche autrice di un romanzo: Spelix. Storia di gatti, di stranieri e di un delitto, Dedalo, Bari 2010.

Lorenzo Guadagnucci, giornalista, è stato co-fondatore del Comitato verità e giustizia per Genova, del gruppo Giornalisti contro il razzismo e del programma radiofonico Restiamo animali.


not_your_world_music_pt23.00 concerti

-presentazione di “not your world music” di Cedrik Fermont e Dimitri della Faille e discussione con Cedrik Fermont

C-drik aka Kirdec (electronic,industrial, Belgio\mondo)

Ripit (electronic,industrial, Belgio)
Dude Stalker (electropunk cabaret, Milano)
Filthy Generation (technopunk antiheroes, Brianza)

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SABATO 16 settembre

dalle 12.30 Pranzo (sarà possibile mangiare tutto il giorno)mimesis-piazzesi-incontro-mancato

15.00 “Un incontro mancato. Sul fotoreportage animalista”, presentazione del libro di Stefano Belacchi e Benedetta Piazzesi, con gli autori e Antonio Volpe. In contemporanea “Un incontro mancato”, mostra fotografica sugli allevamenti intensivi

Siamo soliti considerare gli animali in allevamento come un susseguirsi ripetitivo di corpi identici. La cultura produttivista in cui siamo immersi li considera effettivamente pezzi intercambiabili di un sistema di produzione e consumo e anche chi critica questo modello interpretativo soffre comunque dell’imprinting culturale che ha inconsciamente subito. Accade così che fatichiamo a notare le differenze soggettive degli animali che incontriamo, le differenti conformazioni estetiche, le caratteristiche comportamentali, i difetti nei lineamenti e le sfumature delle espressioni. Riusciamo a farlo solo dopo un po’ di tempo che li conosciamo, con i cani e gatti che condividono la nostra vita quotidiana, o con gli animali che visitiamo nei rifugi. Alcune volte però, nell’amalgama di corpi dell’allevamento intensivo, uno sguardo, un’espressione o una particolare fisionomia ci colpiscono rivelandoci quanto siamo stati superficiali in migliaia di altre osservazioni.

“Il suo naso era incredibilmente lungo. Non lungo come può esserlo quello dei maiali, più affusolato e, non ci sono altre parole, più lungo. Eppure lui o lei era un maiale. Non solo il naso rendeva la sua faccia inattesa, aveva un’espressione diversa, più disperata e sofferente, ammesso che si possa distinguere l’intensità della sofferenza in un luogo di dolore e disagio esasperanti come quello. Si reggeva a fatica sulle zampe posteriori, nelle ultime settimane il suo corpo era come lievitato trasformandosi dal saltellante e gracile esserino rosa in cerca di latte in una quasi immobile massa informe di carne e grasso. Ad una prima occhiata è quel lungo naso ad attirare la mia attenzione ma poi noto che tanti altri nasi più normali convergono verso di lui come ad indicarlo. Lei (o lui) si trascina con le zampe anteriori cercando invano di scacciare il fastidio di tutti quegli insetti-naso che gli ronzano costantemente attorno. Ma gli altri nasi sono più numerosi e possono muoversi con maggiore agilità, anche se questa parola risulta alquanto fuori luogo visto di chi stiamo parlando. Quando mi soffermo con maggior interesse, girando attorno a quel lunghissimo naso, scopro la ragione di tutte quelle attenzioni. L’orecchio. Un normale orecchio. Grande come lo sono quelli dei maiali, un tempo vivo e svolazzante ricade mutilato e marcito sulla guancia. Completamente appassito, avvizzito e masticato, luccicante di sangue fresco e ricoperto di ferite, croste, necrosi e deiezioni. Tutto quel ronzare di nasi è proteso verso quell’orecchio. Le ferite non rimarginabili, le mutilazioni, le zone necrotizzate sono l’effetto dei morsi ai quali non riesce più a sottrarsi. Si posa, con il muso quasi rassegnato sul corpo di un altro maiale che sta steso tra gli escrementi, mentre accanto a lui l’ennesima bocca si avvicenda nel tormentare quell’inutile pezzo di carne appeso alla sua testa”.

Stefano Belacchi è guida ambientale escursionistica e fotografo. Da molti anni impegnato nel movimento animalista, a partire dal 2011 partecipa alla costituzione dell’associazione “Essere Animali”. Con questo e altri gruppi animalisti in Italia e all’estero contribuisce alla documentazione e denuncia dello sfruttamento animale.

Benedetta Piazzesi, dottoranda presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, si occupa di questione animale da un punto di vista storico e filosofico. È redattrice di “Liberazioni. Rivista di critica antispecista” e ha pubblicato per Mimesis “Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale” (2015).

Antonio Volpe è ricercatore indipendente in filosofia, si occupa della cosiddetta questione animale dalla prospettiva di un approccio critico agli autori della tradizione continentale. Ha pubblicato diversi saggi sulle riviste “Liberazioni. Rivista di critica antispecista” e “Animal Studies”.


17.00 “Antispecismi e femminismi” – conferenza/dibattito con Silene Gambino, Marco Reggio, Chiara Stefanoni, Federica Timeto

vegfemL’incontro fra i temi e le lotte femministe e l’impegno antispecista ha una storia ormai rilevante, fatta di reciproche contaminazioni, stimoli e alleanze, ma anche di incomprensioni e aspetti critici. Proveremo a ripercorrere questa storia, soffermandoci sull’interesse che hanno riscosso le teorie ecofemministe – da Carol Adams a Val Plumwood – in ambito animalista, l’attivismo transgender, la teoria queer (Judith Butler, in particolare), fino agli spunti offerti dall’opera di Donna Haraway, per far emergere la necessità di un dialogo che affronti, a partire da un’ottica intersezionale, i nessi fra privilegio maschile e privilegio umano, fra binarismo di genere e di specie, vulnerabilità dei corpi eccedenti l’eteronormatività e corpi animali.

Silene Gambino studia filosofia presso l’università statale di Milano, milita in formazioni politiche lgbtq e femministe (ArciLesbica, Non Una di Meno, Novararcobaleno) e si interessa alla questione e all’attivismo antispecista. Collabora con magazine di ecologia e attualità politica e ha pubblicato nel 2015 “Oltre lo zoo” (40K edizioni)

Marco Reggio è attivista per la liberazione animale, membro dell’associazione antispecista “Oltre la Specie” e del collettivo “resistenzanimale.noblogs.org”, e redattore della rivista di critica antispecista Liberazioni. Ha curato, con M. Filippi, la traduzione italiana di Manifesto Queer Vegan (Rasmus Simonsen, Ortica 2014) e la raccolta di saggi Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali (Mimesis 2015), con un’intervista a Judith Butler.

Chiara Stefanoni è dottoranda presso il dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione dell’Università degli Studi di Bergamo. S’interessa di liberazione animale confrontandosi principalmente con le prospettive critiche, “continentali” e femministe.

Federica Timeto insegna Sociologia dei nuovi media all’Accademia di Belle Arti di Palermo e fa parte del comitato di redazione di “Studi Culturali”. Si occupa di teoria femminista e studi culturali con particolare attenzione alle arti, all’estetica e alla visualità. Nel 2008 ha curato il volume Culture della differenza (Utet) e nel 2015 ha pubblicato Diffractive Technospaces (Routledge). Ha inoltre pubblicato diversi saggi in “Feminist Media Studies”, “Poiesis & Praxis” e “Studi Culturali”.


19.00 “Michela Vittoria Brambilla e la mercificazione del veganismo” – dibattito con Maria Cristina Polzonetti, Aldo Sottofattori e Contagio Antispecista, modera Niccolò Bertuzzi

brambNell’immaginario pubblico, l’animalismo è generico sentimento di pietà verso gli animali, in particolare verso cani e gatti, ben esemplificato dall’operazione elettorale messa in campo da Michela Brambilla per conto di Silvio Berlusconi con la fondazione del “Movimento Animalista”. Tale strumentalizzazione di istanze genuinamente egualitarie – quelle delle lotte e delle teorie antispeciste che mettono in discussione il suprematismo umano in un’ottica antirazzista, antisessista e antiautoritaria – raccoglie consensi non soltanto all’interno di una fetta di opinione pubblica politicamente impreparata, ma persino fra chi si batte per la liberazione animale senza aver sufficientemente considerato le contraddizioni che un animalismo di destra, o anche solo “trasversale”, comporta. Il dibattito si propone di affrontare i nodi concettuali e dell’attivismo fondamentali per far emergere i pericoli di tale deriva e i possibili antidoti, mettendo in relazione tale fenomeno con quello, ormai noto, della mercificazione del veganismo, inteso come sussunzione da parte del neoliberismo di una pratica che può comportare una destabilizzazione dei rapporti violenti fra specie, generi e persone in generale, una critica incarnata allo sfruttamento animale e al modo di produzione capitalista.

Maria Cristina Polzonetti, attivista per la liberazione, antifascista, ha partecipato alla campagna FGH e all’occupazione dello stabulario di Farmacologia.

Aldo Sottofattori è attivista per la liberazione animale.

Contagio Antispecista è una piattaforma di scambio, dialogo e approfondimento sulle tematiche legate all’antispecismo nata dal desiderio e dalla necessità di contrastare l’opera di mercificazione condotta dal sistema capitalista e consumista ai danni delle istanze di liberazione.

Niccolò Bertuzzi è Dottore di Ricerca in Sociologia Applicata e Metodologia della Ricerca Sociale presso l’Università di Milano Bicocca. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la sociologia politica, i movimenti sociali, la sociologia del corpo, la sociologia degli stili di vita e i Cultural Studies. Diversi suoi articoli sono stati pubblicati in riviste nazionali e internazionali.


21.00 “Questioni di specie” – presentazione del libro di Massimo Filippi, con l’autore e Chiara Stefanoni

ELE_Filippi_QuestioniDiSpecie_COVER.inddIn risposta all’animalismo da talk show, questo libro sostiene una tesi molto chiara: lo sfruttamento e la messa a morte dei corpi animali sono parte integrante dell’ideologia e delle prassi di potere. La società in cui viviamo utilizza la carne dei non umani (e di chi a questi è equiparato) come materiale da costruzione per le sue architetture gerarchiche, al fine di riprodurre la struttura sacrificale su cui si erge. La risposta a questo orrore non può che tradursi in un antispecismo politico; un antispecismo che dovrebbe ibridarsi con le acquisizioni teoriche e pratiche degli altri movimenti di liberazione e, al contempo, guadagnare credibilità per smascherare l’antropocentrismo che in quelle acquisizioni si annida. Il movimento antispecista non è più chiamato a dimostrare l’inconfutabile sofferenza degli animali, ma a interrogarsi su come realizzare la liberazione dei corpi sensuali. È da qui che potrebbe prendere forma un movimento politico capace di non farsi assorbire nel ventre del sistema.

“Noi siamo animali che si sono co-evoluti insieme a tutti gli altri. Non ci troveremmo qui dove siamo se da un lato non li avessimo svalutati al rango di cose, merci, beni di consumo e forza lavoro e dall’altro non li avessimo temuti come forme divine o amati come compagni di vita. Chi saremmo, almeno in Occidente, se non avessimo condiviso per millenni, nel bene e nel male, le nostre esistenze con quelle di cani e di gatti fino a farne talvolta attori irrinunciabili del nostro immaginario culturale e psicologico? Chi saremmo se non avessimo addomesticato, per renderli produttivi, le più differenti specie animali? Se non avessimo utilizzato per millenni i non umani come mezzi di traino e di trasporto? Se non avessimo esposto, tra moltissimi altri, roditori e scimmie alle più atroci sofferenze per costruire l’impianto di buona parte delle nostre conoscenze scientifiche? O cavalli, muli e delfini per condurre, con sempre maggior virulenza, le nostre guerre? O leoni, tigri ed elefanti per glorificare le regge e le dimore dei potenti? Se non avessimo animalizzato – dagli schiavi ai migranti – innumerevoli schiere di umani? O, in termini più generali, chi saremmo e dove ci troveremmo se non avessimo speso tanto tempo e tante energie per costruire e rendere egemone un ordine sociale capace di fissare in posture governabili l’incessante movimento dei corpi desideranti che, in quanto animali, anche noi siamo?”

Massimo Filippi è un intellettuale militante che da anni si occupa della questione animale da un punto di vista filosofico e politico. Ha pubblicato diversi libri sull’argomento, fra cui: Ai confini dell’umano. Gli animali e la morte (ombre corte, 2010), I margini dei diritti animali (Ortica, 2011), Natura infranta (Ortica, 2013), Crimini in tempo di pace. La questione animale e l’ideologia del dominio (con F. Trasatti, Elèuthera, 2013), Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema (con E. Maggio, Mimesis, 2014), Sento dunque sogno (Ortica, 2016), L’invenzione della specie (Ombre corte 2016), Altre specie di politica (con M. Hardt e M. Maurizi, Mimesis 2016).

Chiara Stefanoni si è laureata in Scienze filosofiche all’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla genealogia della macchina antropologica e sulle sue conseguenze etico-politiche. Si interessa di liberazione animale confrontandosi principalmente con le prospettive critiche, “continentali” e femministe.


23.00 Concerti

Insetti (performance liberamente ispirata a “Il carnevale degli insetti” di Stefano Benni, di e con Enrica Pistolesi e Paolo Mari)

Una parata di insetti surreali fa sciamare sul pubblico inquietanti interrogativi: che ne sarà della razza umana? E del mondo? Dalla penna di Stefano Benni, uno dei più apprezzati autori contemporanei, una satira intelligente e divertente sui pregiudizi degli esseri umani incapaci di concepire la diversità come fonte di ricchezza e conoscenza.

Enrica Pistolesi è attrice e insegnante di recitazione.

Paolo Mari è chitarrista, insegnante di musica, compositore.


SHÖCK (punk rock per la liberazione animale, Euskal Herria)
Kalashnikov Collective (romantic punx, Milano)
Agatha (sludge noise duo potente, Brianza)

 


sandrinDOMENICA 17 settembre

dalle 12.30 Pranzo (sarà possibile mangiare tutto il giorno)

15.00 “Fantascienza al cinema: animali, alieni, mostri”, proiezioni e discussione con Tamara Sandrin

La fantascienza può diventare paradigma della realtà quando mette in scena i nostri comportamenti nei confronti dell’altro sia esso umano o non umano (alieno e animale). La visione e l’analisi di alcuni film di fantascienza degli anni ’50 e ’60 ci dimostra che l’approccio dell’uomo verso l’altro alieno/animale è sempre votato al dominio e alla distruzione: noi “distruggiamo ciò che non riusciamo a capire”.

Tamara Sandrin, laureata in Filologia e critica dantesca, è appassionata di cinema, in particolare cinema muto e cinema di fantascienza fino agli anni ’60. È autrice di Insetti giganti e alieni mostruosi. Alterità e animalità nel cinema di fantascienza degli anni ’50 e ’60 e della breve raccolta di poesie Di animali e altri fantasmi. Assieme a Rodrigo Codermatz cura il blog CaVegan.


16.00 “Vacche Ribelli” – proiezione a cura di resistenzanimale.noblogs.org, con Ornella Jurinovich ed Emilio Maggio e presentazione di “Animali in rivolta” (Sarat Colling)

vaccheVacche ribelli è un cortometraggio sulla storia della mandria di vacche selvagge che vagano libere tra i Comuni liguri di Mele e Masone, in modo molto simile ai loro antichi progenitori selvatici, si dividono in più gruppi, si muovono agili e vagano principalmente di notte. Dal 2011 ad oggi, il numero di individui della mandria appare stabile (dati ufficiosi): alcuni esemplari sono stati abbattuti (legalmente dalla Polizia Provinciale) e altri esemplari sono “venuti alla luce” (partoriti in libertà). Tutti i tentativi degli organi competenti di porre fine alla riproduzione della mandria, per i soliti aberranti motivi di pubblica sicurezza, sino ad oggi sembrano in gran parte falliti e le vacche continuano a vivere libere.

Ci troviamo tra le montagne liguri alle spalle di Genova. Qui sino a dieci anni fa esisteva un allevamento di 66 mucche, realizzato grazie a finanziamenti europei e gestito impropriamente da un insolito imprenditore agricolo. Nel settembre del 2010, a seguito di numerose denunce, la magistratura ordina il sequestro e le vacche sono trasferite in un altro allevamento. Nel corso dell’operazione però sette tra mucche e tori scappano e si disperdono nel bosco. Nel giro di pochi mesi le fuggitive si adattano alla vita selvatica, trascorrendo le giornate sulle montagne e facendo visita, di tanto in tanto, agli abitanti della zona, in cerca di acqua e cibo. Nel corso dei mesi la vista di questi animali, ora inselvatichiti, spaventa e inorridisce le persone che abitano quei luoghi. I primi danni cominciano a manifestarsi: campi di cavoli calpestati, recinti divelti, specchietti delle macchine piegati. Il disagio è sempre più diffuso, le proteste e le segnalazioni si moltiplicano, una decina di famiglie si unisce e porta avanti una denuncia supportata da un avvocato. È il 7 maggio 2012 quando il magistrato decide di intervenire emanando un decreto di eliminazione. A distanza di cinque anni però le mucche continuano a godere della loro libertà. Gli abbattimenti si sono rivelati complicati: i tori hanno acquisito vigore e sono refrattari anche ai più potenti sedativi, mentre le mucche hanno ormai un’agilità pari a quella dei caprioli. L’audio documentario a cura di RSI (Svizzera) raccoglie le voci degli abitanti di Mele e Masone, delle istituzioni, della polizia provinciale e di chi in questi anni si è occupato di questo caso, per poi concludersi con le parole di un neurologo, Massimo Filippi. Da sempre attento al rapporto tra gli uomini e gli animali, Filippi ribalta il ragionamento e apre nuove finestre di riflessione: “Spesso non vediamo che esiste una violenza enorme, istituzionalizzata, mentre ci concentriamo su aspetti minori. Se vogliamo uscire dal degrado globale in cui ci troviamo, dobbiamo provare a ricostruire una nuova architettura sociale. È necessario realizzare un passaggio di frontiere”.

copertinaColling-sito“Animali in rivolta. Confini, resistenza e solidarietà umana”, di Sarat Colling, a cura di feminoska e Marco Reggio (traduzione di Les Bitches, mimesis edizioni), è il primo libro in italiano sulla resistenza animale, e verrà presentato in anteprima. Nel 2000, mentre veniva condotta al mattatoio di Brooklyn, una mucca scappò per salvarsi la vita. La fuga andò a buon fine. Anche se era previsto che Queenie, come fu poi ribattezzata, dovesse essere riportata al macello, lo sdegno sollevato attorno al caso prevalse, risparmiando alla bestia un terribile destino. Sarat Colling prende in esame le vicende degli animali fuggiti dai macelli e analizza l’impatto che queste storie hanno avuto sull’opinione pubblica. Obiettivo della ricerca è quello di comprendere le forme di resistenza degli animali e il ruolo delle loro storie nella messa in discussione delle modalità con cui gli umani, e in particolare i consumatori, prendono le distanze dalla violenza delle imprese zootecniche. Nel volume sono riportate sei storie che consentono di esaminare in maniera approfondita i casi di fuga animale occorsi nello stato di New York. L’indagine si colloca nel campo interdisciplinare dei critical animal studies e attinge alle più recenti teorie elaborate dalla geografia animale, dai femminismi transnazionali e dall’analisi critica del discorso. Questo contributo affronta nello specifico la resistenza degli animali allevati e mette a confronto le esperienze e le rappresentazioni di tale resistenza sia da una “prospettiva dal basso”, acquisita tramite chi si prende cura degli animali, sia da una “prospettiva dall’alto”, che traspare dalle raffigurazioni presenti nei principali mass media influenzati dalle multinazionali.

Ornella Jurinovich fa parte dell’associazione antispecista “Oltre la Specie” e del collettivo “resistenzanimale.noblogs.org”. Si interessa di intersezioni, cinema e antipsichiatria.

Resistenzanimale.noblogs.org è un progetto di documentazione e solidarietà agli animali che si ribellano alla schiavitù. Il blog raccoglie le notizie di evasioni, ribellioni, rivolte messe in atto quotidianamente nei mattatoi, negli allevamenti, negli zoo, nei circhi e altrove da parte dei non umani, provando a contrastare le narrazioni folkloristiche dei giornali e le visioni paternalistiche secondo le quali gli animali sarebbero “senza voce”, incapaci di esprimere la propria opposizione alla violenza istituzionalizzata.


17.00 “Biopolitica vs. natura: il vissuto intersex” con Alessandro Comeni (OII Italia), Nicole Braida (Intersexioni), Enrico Monacelli

Intersex_flagChe cosa significa essere intersessuali? Perchè i/le neonat* che non rientrano nel binarismo maschio/femmina riconosciuto dalle nostre istituzioni, dalla medicina e dalla cultura dominante vengono sottoposte a operazioni chirurgiche di “correzione” (mutilazioni) alla nascita? Qual è il loro vissuto? Che lotte hanno intrapreso per contrastare tali prassi e per il riconoscimento del diritto all’integrità corporea? E cosa suggeriscono queste esperienze in relazione al binarismo di sesso/genere, alla “naturalità” della differenza sessuale, alle dinamiche di inclusione/esclusione sociale, in un’ottica (anche) antispecista?

Alessandro Comeni è attivista intersex. È formatore in ambito associativo, scolastico e universitario per i diritti delle persone intersex, contro le discriminazioni di sesso/genere, identità di genere e per orientamento sessuale. E’ consigliere di OII-Europe (Organization Intersex International Europe).

Nicole Braida, attivista queer e per i diritti delle persone intersex, fa parte di intersexioni e di AhsQueerTO! (Assemblea Queer Torino). É dottoranda in Sociologia tra l’Università degli studi di Torino e l’Università degli studi di Milano, con un progetto sulle non-monogamie affettive.

Enrico Monacelli è uno studente, attualmente iscritto alla laurea magistrale in Scienze filosofiche all’Università degli Studi di Milano. I suoi studi si sono principalmente indirizzati sul rapporto che intercorre fra il tema dell’alterità, umana e non, e il pensiero di Peter Sloterdijk. Attualmente si sta interessando alle intersezioni tra il pragmatismo americano di C. S. Peirce e il pensiero inumanista e neo-razionalista.


19.00 “Mi chiamo Egon. Diario di un uomo transessuale” – spettacolo teatrale di e con Egon Botteghi

egonEgon è un uomo transessuale, madre di due figl*, che ha scritto, nell’anno che lo ha portato all’inizio della TOS, la terapia ormonale sostitutiva, un diario in cui ha registrato le sue paure, le sue inquietudini, la sua esaltazione per essersi riconosciuto, l’emozione per la nascita sociale dell’uomo che viveva dentro di lui, l’orgoglio di poter far splendere la sua parte femminile e la persona che veramente è, l’incontro con le teorie queer, le difficoltà burocratiche del percorso, l’ostilità del mondo esterno ma anche, spesso, del mondo interiore, al fine di far nascere la persona che veramente è: Ego-n. Nello spettacolo, per fungere da spunto per universalizzare alcuni aspetti della tematica, si proiettano dei video di interviste in cui si chiede alle persone di parlare e definire alcuni aspetti della transessualità e consentire, così, di fornire informazioni necessarie e corrette. In molt* continuano a credere che le persone transessuali siano nate intrappolate in un corpo sbagliato o che siano malate. Si assiste spesso ad episodi di incomprensione, discriminazione, di violenza. Altrettanto frequentemente, proprio in virtù dell’ignoranza, ci si rapporta alle persone transessuali con pietà e commiserazione.

Egon Botteghi, attivista e studioso indipendente ed ex istruttore di equitazione (FISE), è co-fondatore del collettivo anarco-veg-queer-femminista Anguane e del collettivo Intersexioni. Inoltre è membro del Centro di Ricerca Politesse – Politiche e Teorie della Sessualità presso l’Università di Verona e di CIRQUE (Centro Interuniversitario di Ricerca Queer).


21.00 “No Pet” – proiezione e discussione con Antonella Grieco e Davide Majocchi

maxresdefaultNoPet è un docu-film incentrato sull’annosa questione randagi (e non solo…). Per mezzo di uno stile evocativo realizza un approfondimento del tema sullo scorrere di immagini di vita di cani cagne donne uomini e altri animali. Le riprese effettuate fra Puglia, Sicilia e resto del mondo sparso, s’intrecciano a stralci d’interviste all’educatore cinofilo Michele Minunno, all’attivista/scrittore Troglodita Tribe Fabio Santa Maria, alla ricercatrice universitaria Susan McHugh e all’operatore antipsichiatrico Giuseppe Bucalo. Da un’idea di Davide Majocchi, con le riprese – fra gli altri – di Francesca Suppini e Rebecca Porrari, il montaggio della videoteppista Antonella Grieco e le musiche originali di Giona Vinti. Grazie al sostegno di Oltrelaspecie e nell’ispirazione data da resistenzanimale.noblogs.org.

Guarda il trailer

Antonella Grieco è videoteppista all’ottavo mese di gravidanza.

Davide Majocchi è attivista antiautoritario per la liberazione animale e operatore di canile di lunga data, membro di Oltrelaspecie e co-fondatore della casa famiglia per animali Lunacorre. Ha contribuito a dare vita alle prime campagne dell’animalismo radicale italiano contro la sperimentazione animale, le pellicce e altre forme di sfruttamento. Sostenitore della resistenza animale con un’attenzione particolare alle ribellioni dei cani contro la proprietà e alle comunità dei randagi resistenti.


23.00

jam session aperta: porta il tuo strumento! + djset (folk, rock’n’roll, surf, garage, country, early ska, rocksteady, punk & post, no spazzatura si divertimento )